venerdì 31 gennaio 2014

TRE COSE SOCIAL CHE LE AZIENDE ANCORA NON FANNO

In questi giorni riflettevo sulle tendenze che circondano oggi il mondo "social media" e su come le aziende siano molte volte troppo lente nei loro processi di adattamento all'ambiente che le circonda.
Per questo motivo ho pensato di proporre in questo post tre diverse tipologie di utilizzo degli strumenti social che sono secondo me oggi imprescindibili ma che raramente ritrovo all'interno delle strategie di comunicazione.

Utilizzare il blog aziendale per costruire community
La differenza tra porre un blog aziendale come cuore  della community, anzichè  la sola pagina Facebook, equivale alla differenza che c'è tra comprare una casa o semplicemente affittarla. I contatti che generate su Facebook non sono in realtà vostri contatti, sono di Facebook! Quindi, se da un lato è corretto muoversi sui social per attirare attenzione, dall'altro è fondamentale confluire attenzione e contatti in un luogo di vostra esclusiva proprietà. Il blog è un ottimo strumento in tal senso.

Creare valore aggiunto attraverso i forum
Una delle attività più interessanti nelle digital pr è rappresentata dalla possibilità di dialogare direttamente con i consumatori all'interno dei forum di discussione. Questo non significa che questi strumenti vadano trattati come luoghi in cui aprire la vostra bancarella per vendere le migliori sete pregiate ma come strumenti con i quali fare educational, social caring e contribuire con il  vostro know-how alla costruzione di un cliente  più  informato e maggiormente consapevole dei propri acquisti.


Utilizzare i social  come strumento virtuale  di team building

Ogni collaboratore di un'azienda dovrebbe essere il suo primo fan.  A tal proposito,il potere dei social media come strumento di comunicazione interna è sbaloriditivo. Attraverso l'attuazione di percorsi formativi mirati è possibile allenare l'organizzazione ad un utilizzo strategico dei social che aumenti il senso di appartenenza alla marca e stimoli la creatività e la competizione positiva di tutti i collaboratori interni.


Michele 




venerdì 24 gennaio 2014

SI SCRIVE MARKETING, SI LEGGE NESPRESSO!

Molte volte mi ritrovo a dover spiegare il significato della parola marketing a persone che giustamente nella vita hanno altre preoccupazioni. Per evitare di tediarle con teorie e contro-teorie sulle varie definizioni, ultimamente preferisco portare alla loro attenzione il caso Nespresso. Si, il caffé di George Clooney! (Di solito mi fanno questa domanda per dimostrare che hanno giá capito dove voglio arrivare). Perché lo faccio? Perché per me é uno dei migliori casi di successo direttamente collegabili ad un lavoro di Marketing con la M. 
Nespresso infatti ha saputo intercettare ciò che restava di un mercato ormai considerato vintage ovvero quello delle macchine per il caffé espresso da utilizzare in casa ( Gaggia, do you know?) e con un' innovazione tecnologica ed un posizionamento glamour ha letteralmente ri-aperto un mercato lasciando tra se è i suoi antenati e follower piú recenti una distanza siderale. 
Inoltre, come se ció non bastasse, il brand ha virato fortemente verso un crescente coinvolgimento e di affiliazione del consumatore, offrendo l'impagabile opportunità di entrare nel prestigioso Club Nespresso, e perché no sentirsi un pó George. Il risultato? 
Ci sono persone che quando sono da sole bevono il caffé con la tradizionale Moka, ma quando arrivano gli ospiti si sa... tutto cambia e poter vantare in casa una Nespresso rossa fiammante é una tentazione a cui pochi hanno saputo resistere. D'altronde come si dice? "Nespresso, what else?"
Michele 



venerdì 17 gennaio 2014

LE AZIENDE B2B E I SOCIAL MEDIA

Voglio essere onesto. Fin da quando ho iniziato a lavorare con i social ho sempre guardato con diffidenza e scetticismo alle loro potenzialità in chiave B2B ma più passava il tempo e più ho iniziato a maturare dentro di me alcune consapevolezze che mi hanno fatto cambiare idea. 

1. Per essere vincenti nei "social" è necessario mirare il più possibile ad un target ben preciso e delineato. Indubbiamente le aziende b2b hanno una comprensione chiara dei clienti e delle loro richiestee questo gioca a loro favore

2. Per produrre contenuti interessanti bisgona avere dei contenuti interessanti. Chi opera nel B2B padroneggia molto bene la propria materia e molto volte il prodotto in sè è un conduttore naturale di contenuti di qualità. 

3. Le aziende B2B hanno notoriamente meno budget a disposizione per le attività di marketing. Il mondo dei social diventa quindi un ottimo strumento per ridurre il costo-contatto e aumentare la misurabilità della comunicazione. 

4. Da sempre nel B2B le vendite si basano sulla costruzione di un sistema di relazioni positive. Il social web agevola la costruzione di relazioni e aiuta a migliorare la qualità dei contatti

5. In realtà le aziende B2B sono da sempre abituate a raccontare i propri prodotti e a produre contenuti per informarli. Forse si tratta solo di ripensarli sotto una nuova veste.

Michele 

mercoledì 8 gennaio 2014

IN VIAGGIO CON LE NUOVE REGOLE DEL MARKETING

Siamo all' inizio di un nuovo anno e come all'inizio di un nuovo viaggio è giusto ottimizzare il peso del proprio bagaglio lasciandovi dentro solo le cose più utili. 


Ecco quali informazioni vi consiglio di mettere in valigia:

- la pubblicità migliore non interrompe i programmi ma raggiunge l'audience quando ne ha bisogno
- entra in sintonia con la tua tribù: ascolta e poi sussurra
- attira la gente con la tua storia e consentile di prenderne parte
- ricordati che le persone cercano l'autentiticà nelle relazioni tra loro e con i brand
- i contenuti migliori sono quelli co-creati col pubblico e molte volte la migliore creatività nasce nel rapporto con gli utenti
- non ambire al mondo intero, i mercati sono fatti di persone e nicchie

ed infine... la vera bussola da non scordare a casa: LE MARCHE SONO ANCHE DI CHI LE COMPRA! 

Pronti a partire?
Michele