giovedì 28 febbraio 2013

IL MARKETING EMOZIONALE

Più ci spostiamo verso un marketing di tipo 3.0 e più il lato emotivo del processo di acquisto diventa il luogo in cui aziende e brand dovranno vincere le proprie battaglie per conquistarsi i favori dei consumatori. Ecco perchè oggi più che mai ritengo doverso approfondire questo argomento.
Michele 


«Desidero quindi compro»: la componente emotiva dell’esperienza di acquisto tende a soppiantare spesso la logica del “bisogno-acquisto-beneficio”, per lungo tempo motore fondante delle strategie di marketing aziendali.
Don Tapscott, guru mondiale del marketing innovativo – in occasione del dibattito “Global Marketing: la prossima rivoluzione”, organizzato da MF Conference, Marketing Oggi e Dinet – evidenziò che il 95% delle scelte dei consumatori è dettato dall’inconscio. (...)
La teoria del marketing emozionale o esperienziale viene formulata dal professore della Columbia University Bernd. H. Schmitt, che lo descrive come un’esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare, e tale da superare le sue aspettative. (...)
Secondo Schmitt esistono 5 tipi di esperienza, denominati SEMs o Strategic Esperential Modules.

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lunedì 25 febbraio 2013

COVER STORY: DAINESE ED UN MARKETING DA POLE POSITION

La scorsa settimana ho avuto la fortuna di conoscere Lino Dainese ed approfondire così la storia di uno dei più brillanti e lungimiranti imprenditori italiani.  Di seguito vi riporto la biografia dell'azienda: un percorso di crescita continuo basato su spirito di osservazione, idee illuminanti e continui investimenti in ricerca e sviluppo. 
Michele

Nata nel 1972 come produttrice di pantaloni in pelle per motocross è da anni specializzata nella produzione di abbigliamento protettivo indicato a chi pratica sport, in particolare motociclismo, mountain bike, sci alpino ed equitazione.
Nel 1980 Dainese introduce nel mondo delle competizioni motociclistiche la prima protezione dorsale.
Nel 1995 progetta una tipologia di guanti che tutela tutta la mano del pilota, in particolare dorso, nocche e dita.
Nello stesso anno, Dainese introduce l’impiego del paraschiena in altre discipline sportive come la mountain bike down hill e le discipline veloci dello sci alpino.
Nel 2000 progetta un tipo di stivali per competizioni motociclistiche, agganciati internamente alla gamba della tuta ed alleggeriti nel peso , in grado di limitare i danni al piede del pilota.
Nel 2001 l’azienda vince il PremioCompasso d’oro” per la tuta da moto “T-age” disegnata da Aldro Drudi.

Il muro che racconta la storia di Dainese

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mercoledì 20 febbraio 2013

2 UTENTI SU 3 UTILIZZANO I SOCIAL NETWORK

Durante le mie lezioni al master in Social Media Marketing di  Eurogiovani  mi capita spesso di ricevere la domanda: "quali sono i social network irrinunciabili?" Ovviamente non esisite un'unica risposta a questa domanda, in quanto è tutto relativo al target di un brand e agli obiettivi che quest'ultimo intende raggiungere. Tuttavia in nostro soccorso escono talvolta dei dati analitici che possono aiutarci a capire se il nostro pubblico frequenta abitualmente questo o quel social network. 
Michele 

Pubblicate le statistiche di Pew Internet tra il rapporto tra utenti Internet ed utenti dei Social Media. Risultato: 2 utenti su 3 utilizzano Social Network. Primo della classe Facebook, seguito da Twitter. Fin qui nessuna novità o dato rilevante. Andando a leggere i dettagli su istruzione, sesso, età, etc si scoprono dati più interessanti. Ad esempio il 25% delle donne utilizzano Pinterest mentre solo il 15% di loro utilizza Twitter. Al contrario il 17% degli uomini utilizzano Twitter mentre solo il 5% utilizza Pinterest. Instagram e Twitter risultano le piattaforme con maggior incidenza sui giovani, mentre Facebook satura quasi tutti gli indicatori: 2 su 3 utilizzano facebook su ogni categoria/classe.
La pubblicazione di Pew Internet riassume il tutto con dei profili tipo per le singole piattaforme:
  • Facebook: profilo donne con età (18-29 anni)
  • Twitter: profilo giovani (18-29 anni), afro-americani e residenti nelle città
  • Pinterest:profilo donne (under 50) con istruzione medio alta
  • Instagram: donne (18-29 anni)  e residenti nelle città
  • Tumblr: giovani (18-29 anni)
Leggi tutti i dati della ricerca sul blog Tecnologia & Comunicazione

lunedì 18 febbraio 2013

AH QUANDO C'ERA CAROSELLO!

Quando c'era Carosello io non ero ancora nato ma quando rivedo quelle pubblicità mi dico: perchè ci siamo persi per strada? Perchè non abbiamo continuato a proporre messaggi pubblicitare così ironici, raffinati ed intelligenti? Credo infatti che Carosello rappresenti forse la parte migliore della creatività italiana e per celebrarla non posso che suggerirvi di visitare la mostra qui sotto descritta.
Michele

Carosello: la pubblicità che unì l'Italia
WOW Spazio Fumetto
viale Campania 12 – Milano
www.museowow.it
fino a domenica 14 aprile

La mostra in corso al Museo del Fumetto racconta l’epopea di Carosello attraverso le principali case di produzione e gli studi coinvolti, riservando uno spazio dedicato ai personaggi di punta di ciascuno di essi: la già citata Pagot Film ma anche Studio Testa, Paul Film, Gamma Film, Romano Bertola, Studio K, Pierluigi De Mas e Bruno Bozzetto.
Protagonisti dei siparietti sono principalmente i personaggi nati dalla fantasia dei creativi che, in linea con i fini didattici di tante trasmissioni RAI dell’epoca, spesso raccontano episodi di storia antica piuttosto che portare il pubblico a spasso per il mondo. Ritroviamo in mostra la storia dell’uomo disegnata da Sergio Toppi; Caio Gregorio che salutava a ogni puntata al grido di “Ave, so’ Caio Gregorio, er guardiano der Pretorio!/Fa’ la guardia nun me piace, c’ho du’ metri de torace.” o il giro del mondo sponsorizzato dalla Stock che dedica la penultima puntata alla cagnolina Laika in fuga dal destino stellare. Carosello è una scuola importante per molti dei nostri autori e produttori, obbligati nel giro di breve tempo ad imparare come produrre velocemente gli episodi animati, a stendere gli storyboard e a confrontarsi con un committente che, all’epoca, era ancora il proprietario della fabbrica in persona. (...)

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giovedì 14 febbraio 2013

TURISMO E SOCIAL MEDIA

In questi giorni a Milano si svolge la tradizionale BIT (borsa internazionale del turismo) e la mia attenzione si sposta così sul mondo del turismo e l'utilizzo dei social media come leva strategica per conquistare la fiducia dei consumatori. Ho ripensato ad un vecchio articolo scritto da Luca de Biase sul Sole 24 Ore e ho pensato di riproporvelo in quanto credo che le sue riflessioni siano estramemente attuali anche a distanza di 12 mesi. 
Michele

Certo, ci sono pochi settori economici che hanno conosciuto l'impatto di internet quanto il turismo. Il settore è uno dei più grandi nel commercio elettronico, in Italia e altrove. Anche perché in fondo vende software: biglietti, prenotazioni e conoscenze non hanno bisogno di una distribuzione fisica e la rete appare perfetta per disintermediare e abbattere i costi di transazione. Le compagnie aeree - specialmente low cost - non ne possono fare a meno. E le organizzazioni alberghiere più estese e standardizzate ne traggono chiarissimo giovamento. Dall'altra parte, il pubblico si trova nelle condizioni di poter accedere a una quantità incredibile di informazioni. Trova suggerimenti e consigli di altri viaggiatori che, anche grazie a strumenti di enorme successo come Tripadvisor, indirizzano la domanda verso le destinazioni e le offerte meglio recensite. Anche se, come spesso succede con la rete, non è facile distinguere tra i consigli avvertiti e quelli superficiali. Il marketing delle offerte turistiche, che si era appena adattato all'impatto quantitativo della circolazione delle informazioni in rete, scopre di dover fare un ulteriore salto di qualità. Anche perché la bellezza e la diversità di esperienze che si possono vivere viaggiando non si valorizza nel calderone dell'information overload: per questo, la nuova fase di sviluppo delle relazioni tra rete e turismo è protesa verso la profondità e la qualità. Conoscere la rete, anche per chi si occupa di offerta turistica, è dunque una necessità. Ma conoscerla significa anche agire: cioè adattarsi alle caratteristiche delle piattaforme standard e, contemporaneamente, cercare di innovare costantemente, il che per il turismo significa quasi sempre coltivare una propria unicità. Questo obiettivo, a sua volta, dipende dalla capacità dell'offerta di sviluppare una relazione autentica con il pubblico.

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venerdì 8 febbraio 2013

UN TWEET CHE E' GIA' LEGGENDA

Come forse saprete durante l'ultimo Super Bowl (il più grande evento televisivo al mondo) ci sono stati 34 lunghissimi minuti di black-out. In quel momento, in cui gli occhi degli americani si sono staccati dalla TV per sfogare i propri lamenti sui social network, guardate cosa hanno fatto quelli del biscotto Oreo... io davanti a cotanto brillante coraggio ed istinto creativo giuro che riesco persino ad emozionarmi! Inoltre prestate attenzione  alle modalità di interazione cliente-agenzia... 
Michele 

 
 
Il tweet, accompagnato da un’immagine, è stato ritwittato 15mila volte nelle prime 14 ore e la stessa immagine, su Facebook, ha ricevuto 20mila like. Lo slogan dice “You can still dunk in the dark“, cioè “Anche al buio puoi inzuppare”. Il tweet è circolato moltissimo anche perché in quel momento, a partita sospesa, moltissime persone stavano proprio commentando il black out su Twitter e Facebook.
Il Super Bowl è l’evento più costoso per gli investimenti pubblicitari e forse la pubblicità più efficace della giornata potrebbe essere stata proprio quella che è costata di meno e che è stata realizzata in meno tempo. Gli agenti e i dirigenti della agenzia 360i avevano deciso di formare, insieme ai responsabili del marketing della Mondelez International, un vero e proprio centro di comando per i social media nella sede di New York dell'agenzia 360i, pronti a lavorare su ogni singolo spunto che potesse venir fuori durante il Super Bowl. (...)

Scopri altri casi simili su ilpost.it

mercoledì 6 febbraio 2013

QUANDO IL MARKETING LO FANNO I CLIENTI

A Seattle una donna ha deciso di mangiare solo e soltanto nelle caffetterie Starbucks. Quando ho appreso questa notizia dal blog dei Ninja   mi sono chiesto: può un consumatore spingersi a tanto? Se la guardo dal lato sociologico mi vengono i brividi ma se cambio prospettiva e torno nel mio amato punto di vista marketing non posso che ammirare Starbucks e il suo perenne stato di lovebrand.
Michele

 La caffetteria più famosa al mondo (oltre 19.400 locali in 58 Paesi), riesce ancora a far parlare di se nonostante sia stata completamente esaurita sotto ogni suo aspetto e fotografata su Instagram in modo compulsivo da ogni cliente. Sono proprio questi ultimi che fanno il marketing alla caffetteria. Presi dal senso di appartenenza e dalla voglia di essere “di tendenza”, non fanno che parlarne e condividere sui social network la propria esperienza gastronomica. La medaglia alla miglior cliente 2013 va di certo a Beautiful Existence (giura di chiamarsi davvero così) che, nei suoi propositi per il 2013, si impegna a consumare tutti i suoi pasti nella rinomata caffetteria. (...)

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lunedì 4 febbraio 2013

IL MAGICO MONDO DELLA REALTA' AUMENTATA

Oggi tocco un argomento che mi affascina molto. Credo che la realtà aumentata possa rappresentare davvero un'innovazione di marketing all'interno dei numerosi strumenti e sistemi di comunicazione ed interazione brand-consumatore. Inoltre la sua duttilità e la penetrazione in crescita dei dispositivi mobili la rendono particolarmente adatta ad ogni tipologia di comunicazione, dalla più emotiva alla più razionale e commerciale (pensate ad un video in cui viene mostrato come montare o riparare un determinato prodotto). 
A questo proposito ho trovato su Italiaoggi.it  l'illustre parere del Prof. Noci ordinario di marketing del Politecnico di Milano: 

«In Italia, comunque è un fenomeno ancora molto marginale, ma ha del potenziale interessante perché è uno strumento attraverso il quale rendere, grazie ai dispositivi mobile, più attrattiva un'esperienza che l'individuo sta vivendo, fornendo un quadro più completo per avere piena conoscenza di un prodotto. In pratica si tratta di una tecnologia che arricchisce la percezione sensoriale umana attraverso informazioni suppletive, in formato elettronico. Oggi è sfruttata, per quanto riguarda il marketing, soprattutto grazie alle fotocamere degli smartphone e dei tablet che, puntate su determinate immagini (per esempio una pubblicità cartacea o la confezione di un prodotto), consentono di visualizzare sul dispositivo, e di sovrapporre all'immagine reale, contenuti multimediali e interattivi di vario genere: video, spot trailer, e così via. Ci possono essere sviluppi importanti applicati a una descrizione e a una migliore caratterizzazione di prodotti complessi di cui vengono fornite informazioni specifiche (...)

Dal punto di vista della tecnologia i tempi sono maturi, ma i tempi di accettazione da parte del mercato non sono brevissimi.

«Uno dei rischi che si corre è quello di offrire un quadro informativo troppo ricco da gestire per il consumatore, quindi chi svilupperà questo tipo di applicazioni dovrà bilanciare molto attentamente chiarezza, facilità di utilizzo e completezza (...)»

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venerdì 1 febbraio 2013

PER OGNI CLUSTER LA SUA STRATEGIA

Oggi riprendo l'analisi fatta sui nuovi cluster dei consumaturi multimediali da Christian Centonze di Nielsen, per capire se e come un brand possa coinvolgerli all'interno della propria strategia di comunicazione.

NEWBIE (3,5 MIL) 
- Prevalentemente donne
- Forte presenza di over 55
- Abitudinarie e poco aperte all'informazione
- Prediligono la TV
- Dimostrano forti barriere all'interazione con le aziende e all'utilizzo dell'e-commerce

Credo che per coinvolgere questo target ci sia soltanto una strada. Capire in funzione del prodotto proposto quali siano gli influenzatori di acquisto e lavorarci. Probabilmente i figli di queste persone rientrano in altri cluster e dunque...

OLD STYLE SURFER (7,7 MIL )
- Moderata prevalenza di uomini
- Forte presenza di under 35
- Amano le novità e hanno fiducia nella tecnologia
- Utilizzano le tecnologie per rendere più efficente il processo di acquisto
- Leggono le opinioni di altri utenti

Davanti a questa tipologia di cluster, strumenti come blog e forum diventano imprescindibili in quanto rappresentano degli strumenti a loro già familiari e nei quali abitualmente cercano spunti ed informazioni che li possano aiutare a formarsi un'opinione da condividere nella cerchia di amici reali.

SOCIAL SHOPPER (10,7 MIL)
- Moderata prevalenza di uomini
- Forte presenza di over 45
- Curiosi, amano leggere e sposano la tecnologia
- Cercano sempre la "smart choice" ed utilizzano l' ecommerce
- Amano discutere con altri utenti e interagire con le aziende

In questo contesto costruire attorno al brand una community basata su contenuti reali e relazioni autentiche con il proprio target diventa ancora più importante. Questo target cerca credibilità e serietà. E' disposto a dialogare con il brand se il dialogo è reale e non solo promesso. 

HYPER RELOADED (7,6 MIL)

- Moderata prevalenza di uomini
- Concentrazone tra 25-44 anni
- Profilo evoluto ed estroverso con vita sociale intensa
- Processo di acquisto strutturato e profondo
- Alta propensione all'ecommerce ed alle interazioni con utenti e aziende

Questo è forse il cluster migliore per impostare una attività di comunicazione sui social media. Cercate di affascinarli proponendo non solo contenuti ma anche esperienze di engagement accattivanti, interattive e possibilmente tecnologiche.

Michele